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"Il viaggio di Mohammed"

Mohammed Al Masmoudi

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Mi chiamo Al Masmoudi Mohammed e sono nato nella cittadina di Settat in Marocco l’1 gennaio 1983. Sono un portatore di handicap sono 1,16m di altezza e peso appena 29 kg. Il mio grande sogno è quello di poter proseguire i miei studi e vorrei dimostrare alla mia gente, in Marocco che anche io sono in grado di fare qualcosa di buono.
Il mio handicap è causato da una malformazione della colonna vertebrale dovuto ad un errato trattamento subito nell’ospedale “Averroes” di Casablanca quando avevo appena 6 mesi di età. I miei genitori avevano infatti notato che non mi muovevo come gli altri neonati e mi portarono all’ospedale “Averroes” per farmi visitare dal Professor Al-Wasani, il quale mi ha completamente ingessato dalle spalle ai piedi. E’ stato proprio questo gesso ha provocarmi una gravissima malformazione della colonna vertebrale. Successivamente sono stato visitato da tutti i più illustri medici dell’ospedale Ibn Sina a Rabat, tra cui anche il dottor Kadir e l’ex-ministro della Sanità Mer Harouchi.
Mentre i miei genitori si erano accorti presto dell’anomalia nella mia crescita, io me ne sono reso conto solamente quando ho cominciato la scuola a sei anni, confrontandomi con i miei compagni di classe. Essi mi fissavano e ridevano di me e io mi sentivo a disagio.
Durante tutto il periodo della scuola ho subito un infinità di visite mediche e ho passato diversi periodi ricoverato in ospedale, dovendomi per questo assentare dalle lezioni ripetutamente. Ciò nonostante a scuola me la cavavo meglio di molti altri. Sia i compagni di scuola che i loro genitori si facevano gioco di me e ridevano della mia statura e mi insultavano. Forse la gente nel mio paese si comporta così nei miei confronti a causa dell’ignoranza causata dalla povertà che regna un po’ ovunque, oppure è semplice cattiveria? Certo è, che ho sofferto e continuo a soffrire moltissimo. Molte persone vedono in me esclusivamente il mio handicap, vedono che sono alto appena più di un metro e quindi non mi trattano come un qualsiasi altro essere umano. 
Più crescevo e più capivo gli insulti che la gente mi rivolgeva e di conseguenza la mia sofferenza aumentava. Arrivato alle scuole superiori ho iniziato a investire tutte le mie energie negli studi, per dimostrare che valevo anch’io qualcosa, e infatti riuscivo ad ottenere buoni voti. Tuttavia ciò non bastava per fare cambiare l’atteggiamento della gente intorno a me. Una volta per esempio, il professore di contabilità mi ha chiamato alla lavagna in quanto ero stato l’unico in classe a risolvere un compito. Ho cominciato a svolgerlo alla lavagna, ma ero in grado di scrivere solo nella parte inferiore di essa perché ero troppo basso. Arrivato alla fine della lavagna ho chiesto al professore dove dovevo continuare a scrivere e lui ridendo ha detto: “Ah mi ero dimenticato che sei un nano.” Tutti i compagni sono scoppiati in una gran risata.
Ora vivo a Bolzano, una piccola città dell'Alto Adige, in Italia. Da quando vivo qui, sono cambiate molte cose, ho ottenuto l'asilo politico per motivi umanitari, ho un piccolo appartamento, lavoro presso una Cooperativa che si occupa di documentare attraverso le News il sito della Provincia Autonoma, io mi occupo del montaggio dei filmati.Ho un gruppo di amici, faccio teatro amatoriale e mi butto in continue esperienze, cerco di vivere tutto ciò che mi fa stare bene e mi fa crescere! Non crescere in senso di altezza! Crescere come persona, scoprire, imparare, capire e capirmi meglio.
Sono cambiate molte cose nella mia vita, con la distanza dalla mia Terra e con l'esperienza vissuta qui ho anche capito molto meglio gli errori umani che si commettono, soprattutto ho capito meglio i miei genitori, loro non hanno accettato che io fossi "diverso".Non hanno avuto gli strumenti per capire che io potevo comunque fare una vita, avere un lavoro, studiare, fare sport, fare tutto come molte altre persone. Loro probabilmente volevano proteggermi e rendermi consapevole dei miei limiti.......ma i limiti sono solo barriere architettoniche e psicologiche che la gente si crea, per paura, per ignoranza!

Mohammed Al Masmoudi